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Apulia Land Art Festival, sesta edizione ad Alberobello

Apulia Land Art Festival, sesta edizione ad Alberobello

Fino al 14 settembre 2018

«2100 metri quadrati di memoria. Storie e percorsi della Casa Rossa». Intorno a questo tema Alberobello ha ospitato dal 7 al 9 settembre 2018 la sesta edizione di Apulia Land Art Festival con la direzione Artistica di Carlo Palmisano.

Il Festival, organizzato dallAssociazione UnconventionArt, ha potuto contare sulla collaborazione e la lungimiranza, oltre che della Fondazione Casa Rossa nella persona del suo fondatore Riccardo Strada, del Comune di Alberobello e del suo Sindaco Michele Maria Longo e dell’Assessore alla Cultura Alessandra Turi, che hanno fatto proprio il progetto dandogli una casa che lo ha accolto nelle sue mille sfaccettature. Perchè Casa Rossa è prima di tutto un pezzo del cuore di ogni persona di Alberobello, un pezzo di cuore troppo pesante da portare da soli. Per questo motivo la Fondazione Casa Rossa e l’Amministrazione, insieme a moltissime realtà ed associazioni sia del luogo e non e dei singoli cittadini, hanno deciso di appoggiare in tutto chi - in primis gli artisti che hanno partecipato - veniva da fuori, anche da molto lontano, per restituire colore, vita, gioia e speranza ad un luogo unico. Un luogo che ha toccato intimamente chiunque abbia attraversato quel portone dopo oltre trentanni di oblio, dimostrando una volta per tutte che “l’arte apre davvero tutte le porte”, come ha sottolineato il Direttore Carlo Palmisano.

«Il linguaggio dellarte e della cultura ci aiuta a riscoprire le pagine della nostra storia. dice il sindaco Michele Longo Casa Rossa è un libro con tante pagine che vanno lette insieme, ricordate e certificate. Ha una storia fatta di umanità, di emozioni costrette in un luogo in cui respirano ancora i sentimenti belli che gli alberobellesi hanno portato lì a parziale ristoro di quello che è successo. Vogliamo che la storia venga consegnata definitivamente alla verità dei fatti e dei documenti. Casa Rossa è stata finalmente riaperta per rivivere i sentimenti positivi che si sono vissuti lì dentro e che attendevano solo di essere rimessi in circolazione».

«Il Festival – dice lassessore alla Cultura, Alessandra Turi è stato un appuntamento ricco di fascino che ha fatto vivere di arte non soltanto uno dei luoghi simbolo della nostra storia ma anche la nostra stessa Alberobello, grazie alla presenza degli artisti in residenza che per loccasione hanno reso i trulli di proprietà comunale delle vere e proprie Residenze Dartista. Questa residenza diffusa ha permesso il coinvolgimento di gran parte della comunità: gli artisti si sono giornalmente interfacciati con gli abitanti per ricavare informazioni sulla storia e sul valore affettivo che Casa Rossa ha avuto nel tempo. La tre giorni ha permesso ad un grandissimo numero di visitatori ed abitanti del luogo di riscoprirne il fascino e la memoria e di riportarla a nuova vita attraverso larte, la musica, il teatro e quindi la cultura. Con la promessa che questo Festival rappresenta lavvio di un lungo processo che porterà ad una vera e propria riqualificazione della nostra Casa Rossa».

Gli artisti in residenza che hanno vissuto per dieci intensi giorni la vita, respirato i profumi e sentito le voci e le memorie degli alberobellesi sono stati: Massimo Ruiu - Gianfranco Basso - Giovanni Gaggia - Aldo Del Bono - Lu.Pa (duo) - Francesco Di Tillo - Aischa Gianna Müller - Raffaele Vitto - Gabriel Holzapfel Mancini - Ciro Amos Ferrero - Benny Mangone, per la sezione Residenza Artistica con la curatela di Carmelo Cipriani, giornalista, critico d'arte e curatore indipendente. «Il tema di questanno rifletteva la storia di un contesto particolare e suggestivo ha sottolineato Cipriani. Gli interventi hanno avuto come fil rouge la memoria, non trattata in modo didascalico. Al termine del Festival gli artisti hanno lasciato in eredità il loro lavoro, la loro esperienza, il loro vissuto. Un onere e un onore che sono certo chi gestirà Casa Rossa saprà portare avanti, per costruire una nuova memoria condivisa, nell'interesse della collettività.»

Dopo un ampio dibattito la Giuria presieduta da Riccardo Strada e composta da Fabio De Chirico, Ugo Rufino, Francesco Maggiore e Tiziano Margiotta, Referente del Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Lecce, ha decretato:

Sezione Residenza Land Art: La qualità delle proposte progettuali e di tutte le opere realizzate dagli artisti e del lavoro effettuato dai curatori nell'edizione del festival 2018 è certamente molto alta e nell'insieme costituisce un'unitaria opera d'arte complessiva. La forza emotiva e la storia del luogo assolutamente molto forti hanno richiesto una determinazione e proposto un confronto difficile ed impegnativo ma certamente molto stimolante per tutti gli artisti; pertanto la commissione ha deciso di assegnare il premio ad Aisha Gianna Muller per l'opera Un altro tentativo di allungare la giornata che rappresenta una sintesi straordinaria tra la memoria e la proposta di un progetto futuro, in cui ciascuno è chiamato ad intervenire per prolungare poeticamente la durata del giorno come possibilità di segnare con un gesto personale la costruzione della storia futura, a partire dal paesaggio. La commissione intende, inoltre, segnalare per l'impatto e la valenza estetica nonché per l'attinenza al tema l'opera Movimento Terra di Raffele Vitto che è riuscito a realizzare un lavoro che si situa tra i più interessanti di tutto il festival interagendo con la terra, con la memoria e con il contesto complessivo per la sua capacità di essere un'opera di Land Art nel senso pieno del termine. Il Premio d'Arte per questa sezione è patrocinato dal programma di residenza d'artista del Condominio-Museo VIADELLAFUCINA16, Torino. L'artista (o il duo) selezionato avrà la possibilità di trascorrere fino a 10 giorni nel 2019 presso la struttura per produrre unopera che entrerà a far parte della collezione museale del condominio-museo e resterà esposta negli spazi comuni.

Sezione Installazioni Ambientali: Alberto Timossi con la sua opera Tiptoe (in punta di piedi) è riuscito ad instaurare un reale dialogo col contesto architettonico urbano e ambientale, ponendosi come un importante segno nel paesaggio, il suo segno rosso ci proietta nel futuro e raccoglie la memoria del luogo perché sia il presupposto per ogni progettualità in divenire. La commissione intende inoltre segnalare l'opera Heil oder Kaputt di Pietro De Scisciolo che rappresenta un intervento dal significativo impatto emotivo e che costringe l'osservatore ad un percorso di catarsi altrimenti impossibile. Il Premio d’Arte per questa sezione è patrocinato dall’Istituto Italiano di Cultura di Cracovia. L’artista selezionato avrà la possibilità di passare un periodo in residenza di 8 giorni per realizzare un’opera che resterà custodita nell’Istituto.

La Sezione «Progetto Speciale», a cui prende parte un solo artista invitato dalla Direzione Artistica, vede la curatela deccezione di Fabio De Chirico. «Quello che vedrete nella tre giorni è una sintesi del meglio dellarte che c’è in giro. Equello che avrei voluto fare io 20 anni fa», ha asserito commosso l’artista del Progetto Speciale Ninì Santoro, il cui grande insegnamento che ci consegna lartista: non restare inermi, agire, dare un segnale, prendere una posizione verso gli aventi che accadono. «Credo che questa edizione del Festival Apulia Land Art rappresenti un momento di svolta importante nella storia di questa manifestazione: innanzitutto per la qualità delle presenze artistiche e delle opere esposte, che significativamente delineano una maturità di questo evento che ha ormai acquisito riconoscibilità e solidità a livello non solo regionale; poi perché credo, anzi ne sono convinto, che la scelta di Alberobello e della Casa Rossa non sia stata affatto casuale, rappresentando uno snodo culturale e storico per la nostra regione tra i più emblematici, per le vicende che vi si sono intrecciate e, dunque, per un insito rapporto ineludibile con la memoria. In questo senso la rassegna vuole dichiarare non solo una evidente apertura alle sperimentazioni contemporanee ma radicarsi allinterno di un tessuto antropologico e più latamente culturale da cui trarre elementi di raffronto e di stimolo per gli sviluppi futuri”.

La mostra sarà visitabile fino al 14 settembre 2018.

Contatti e Ufficio stampa

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Roberta Melasecca
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