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Nuovo Piano Sociale di Zona, conclusi ad Alberobello i Tavoli di Concertazione dell’Ambito di Putignano

 

Nuovo Piano Sociale di Zona, conclusi ad Alberobello i Tavoli di Concertazione dell’Ambito di Putignano

Si sono conclusi ad Alberobello, giovedì 19 aprile, i tavoli di concertazione dell'Ambito di Putignano per predisporre il quarto Piano Sociale di Zona, in linea con il IV Piano Regionale delle Politiche Sociali (2017-2020). 

L’appuntamento nel paese dei trulli è stato l’ultimo di una settimana intensa che ha visto un incontro in ogni Comune dell’Ambito: da Putignano, a Castellana, a Locorotondo, a Noci. Una settimana di confronto, scambio di idee, dialogo, per una progettazione partecipata che ha coinvolto tutti gli operatori del settore: dai cittadini ai soggetti istituzionali, dagli operatori dei servizi sociali, sanitari ed educativi al mondo del volontariato, dalla cooperazione sociale al mondo imprenditoriale e della ricerca.

La costruzione del Piano Sociale di Zona, quale strumento di programmazione integrata delle politiche sociali territoriali, richiede, infatti, di disegnare un sistema di welfare plurale con responsabilità ed obiettivi condivisi tra i diversi attori sociali ed istituzionali, favorendo la realizzazione della rete locale dei servizi.

Il tavolo di concertazione di Alberobello, che si è tenuto nella sala consiliare «Gianpiero De Santis» del Municipio ha riguardato l’area delle dipendenze patologiche: «Un fenomeno in forte crescita – ha detto Giulia Lacitignola, coordinatrice dell’Ufficio di Piano dell’Ambito – Oggi l’oggetto sono le attività comportamentali più che l’abuso di sostanze e cioè la dipendenza dal sesso, dal gioco, dagli smartphone, per esempio. Secondo la comunità scientifica le nuove dipendenze post moderne sono vere e proprie malattie e colpiscono soprattutto gli adolescenti perché sono i più esposti alle nuove tecnologie (per esempio gli smartphone) e quindi ai rischi. Occorre mettere in atto una serie di iniziative mirate a contrastare una patologia che non coinvolge solo il singolo ma l’intera famiglia».

Gli interventi dell’Ambito sono orientati su due azioni: attività di prevenzione del fenomeno e inserimento lavorativo a favore di soggetti con esperienze pregresse di dipendenza patologica. «Il fenomeno non deve riguardare solo le istituzioni – ha detto Lacitignola – ma occorre un tavolo interistituzionale tra Asl, scuole, associazioni (oratori, società sportive, centri di aggregazione) per definire un programma condiviso». Le iniziative riguardano l’affiancamento a percorsi di cura e accompagnamento per utenti/famiglie con problemi di dipendenza, costituzione di gruppo di auto-aiuto, campagne territoriali di comunicazione e programmi educativi di sensibilizzazione; laboratori formativi nelle scuole e in collaborazione con i centri di aggregazione; spazi di confronto all’interno di gruppi di coetanei. «Le finalità sono la prevenzione primaria e il contrasto alla diffusione dell’uso di sostanze che creano dipendenza: la prevenzione il recupero di fenomeni di devianza e di condizione di marginalità ed esclusione sociale; la divulgazione di conoscenze su fattori protettivi e di rischio rispetto all’uso di sostanze al fine di sviluppare un approccio responsabile e atteggiamenti critici e consapevoli rispetto a comportamenti rischiosi; la promozione del benessere fisico, psichico e relazionale degli adolescenti e dei giovani».

«Siamo qui oggi per prevenire prima ancora che per controllare – ha detto il sindaco di Alberobello, Michele Longo –. Dobbiamo entrare a gamba tesa per convincere i genitori, soprattutto loro, delle problematiche che ci sono. Abbiamo la fortuna di avere una comunità sana che si accorge subito delle criticità. Non dobbiamo avere paura di ammettere di avere un problema perché nel momento in cui lo ammettiamo lo abbiamo già risolto per metà».

Il tenente Alessandro Dell’Otto, comandante del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Monopoli (da cui dipende Alberobello) ha fornito uno spaccato della realtà cittadina e del territorio limitrofo. In particolare ha sottolineato come il fenomeno sia diffuso insieme a quello dell’usura «che è la fonte di denaro di tutte le persone che hanno problemi, ma che nessuno denuncia» e che a sua volta è strettamente connessa alla criminalità organizzata. «Tra i vari fenomeni c’è contaminazione, per questo deve esserci contaminazione tra i vari soggetti coinvolti nel contrasto». Parole d’ordine da seguire devono essere: prevenzione, protezione e contrasto. «Il sindaco ha parlato di intervento a gamba tesa – ha detto Dell’Otto – noi parliamo di invasione di campo e contaminazione. Occorre creare una rete a maglie sempre più strette». Dell’Otto ha fornito un po’ di numeri: l’anno scorso ci sono state 160 persone segnalate per consumo di sostanze stupefacenti, 72 chili di stupefacenti sequestrati e sempre più minori che fanno uso di droghe a partire dalle scuole medie con un aumento del consumo di eroina. Per questo come ha sottolineato l’asssessore alle Politiche Sociali del Comune di Alberobello, Anna Piepoli, è necessario «fare rete, parlare, guardare negli occhi i nostri figli, interloquire con loro».

Presenti al tavolo di concertazione ad Alberobello anche gli assessori alle Politiche sociali dei Comuni di Locorotondo e Castellana Grotte, Rossella Pulli e Tommaso Pace.

UFFICIO STAMPA COMUNE DI ALBEROBELLO

                                                                                                   

Alberobello, venerdì 27 aprile 2018