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«L'Europa inizia a Lampedusa», Alberobello ha ospitato Tareke Brhane

 

Il presidente del «Comitato 3 ottobre» in visita nel paese dei trulli

«L'Europa inizia a Lampedusa», Alberobello ha ospitato Tareke Brhane

Presentato il protocollo d'intesa tra il Miur, L'Anci e il «Comitato 3 ottobre» per realizzare iniziative di sensibilizzazione ai processi di accoglienza e integrazione

Il presidente del «Comitato 3 ottobre», Tareke Brhane, è stato ospite ad Alberobello venerdì 2 febbraio scorso.
Nato in seguito alla strage del 3 ottobre 2013 in cui persero la vita 368 migranti al lato delle coste di Lampedusa, il comitato ricorda non solo le vittime di quel naufragio, ma tutte le migliaia di persone che ordinariamente muoiono annegate nel Mar Mediterraneo o restano bloccate ai confini orientali dell’Europa.

Il presidente del Comitato, promotore con il Miur del progetto «L'Europa inizia a Lampedusa», è stato accolto nella sala consiliare «Gianpiero De Santis» del Comune dal sindaco, Michele Longo, e dall'assessore alla Pubblica Istruzione, Alessandra Turi.

Insieme a Brhane c'erano gli studenti del quinto anno dell'Istituto d'istruzione secondaria superiore «Caramia-Gigante» di Locorotondo-Alberobello (guidato dal dirigente scolastico, prof. Raffaele Fragassi) che con il cortometraggio «Be the change» sono stati premiati nell'ambito del concorso «L'Europa inizia a Lampedusa».

Erano presenti, inoltre, i piccoli alunni di quinta primaria dell'istituto comprensivo «Morea-Tinelli» (guidato dal dirigente scolastico, prof.ssa Daniela Menga) e i migranti ospitati dal Cas (Centro di accoglienza straordinaria) di Alberobello.

L'incontro è stata l'occasione per presentare all'amministrazione comunale il protocollo d'intesa tra il Miur, L'Anci e il «Comitato 3 ottobre» nato con l'obiettivo di realizzare iniziative di sensibilizzazione ai processi di accoglienza e integrazione rivolti a studenti di scuole superiori affinché diventino loro stessi soggetti attivi nella lotta contro la discriminazione. In particolare, le iniziative e le attività legate al protocollo hanno come obiettivo quello di migliorare il livello di conoscenza degli studenti italiani sui temi legati al fenomeno migratorio, al sistema di accoglienza italiano e ai diritti umani, nonché di favorire la conoscenza dell'altro, lo scambio tra pari e fra culture diverse.

La presenza degli studenti di quinta primaria è stata l'occasione per consentire un passaggio di consegne fra gli alunni del «Caramia-Gigante» e quelli del «Morea-Tinelli»: «Vogliamo lasciare a voi studenti più giovani il testimone - ha detto la prof.ssa Angelinda Griseta, docente di inglese e tutor dell'iniziativa insieme alla prof.ssa Margherita Longo, insegnante di lettere- affinché possiate continuare il progetto «L’Europa comincia a Lampedusa».

Due ragazzi vincitori del progetto, Vania Giannico e Francesco Laera, hanno ricordato l'esperienza vissuta a Lampedusa in occasione della premiazione e hanno letto una lettera a nome di tutti gli studenti del «Caramia-Gigante»: «Questa esperienza ci ha aiutato a comprendere la sofferenza di chi lascia la propria patria perché è costretto a fuggire da guerre e violenze, abbiamo condiviso il carico di dolore di persone che hanno scelto di intraprendere un viaggio verso l'ignoto semplicemente per lottare per la vita. Attraverso le loro testimonianze abbiamo compreso l'importanza di parole che per molti di noi sono scontate e su cui non ci si sofferma a riflettere: libertà,  rispetto dei diritti, pace e tranquillità, studio e lavoro. La partecipazione a questi progetti ha aperto la nostra mente, facendoci comprendere l'importanza e il valore dell'accoglienza, intesa come integrazione nella società,  con la possibilità di studiare, lavorare e condividere la propria esperienza. Al ritorno da Lampedusa abbiamo cercato di trasmettere emozioni e riflessioni ai noatri compagni, cercando di comunicare la realtà osservata e vissuta. A Roma è stato molto bello confrontarci con altri studenti italiani ed europei: ci siamo sentiti finalmente cittadini attivi, discutendo concretamente su come abbattere i muri tra scuola e sprar. Voglismo ringraziare il Miur, il Dirigente e i professori, Tareke e il Comitato 3 ottobre, Harvey, Aicha e Locky, l'Amministrazione comunale, per averci offerto questa opportunità, per averci fatto conoscere la realtà come è e non come la veicolano giornali e televisione. Speriamo ardentemente che il nostro impegno e le nostre riflessioni diventino fatti, ci impegneremo ogni giorno per concretizzare le nostre idee e i nostri sogni».

Nel corso del pomeriggio Francesco Laera ha cantato il brano da lui scritto per i migranti «Ricostruire i pezzi distrutti» che tanto successo ha avuto sulla pagina Facebook del concorso.

Alla scuola è arrivato il plauso di Tareke Brhane: «Quello dei ragazzi è stato un lavoro molto bello - ha detto il presidente del Comitato 3 ottobre - ed è grazie a progetti di valore come questo che insieme al Miur ci siamo dati l'obiettivo di investire sulla scuola per favorire l'integrazione». Intervistato dai bambini di quinta Tareke ha raccontato la storia della sua vita. Eritreo, Brhane è arrivato in Italia 11 anni fa su un barcone: «Ero un ragazzo bravo in chimica e fisica e sognavo di diventare un pilota, ma poi mi sono ritrovato a fare l'attivista del comitato e ne sono felice». E quando i giovani alunni gli hanno chiesto un commento sullo «Ius Soli» Tareke ha detto: «L'Italia ha perso una possibilità molto grande».

L'assessore, Alessandra Turi, nel suo intervento ha ricordato il valore della Casa Rossa che fu centro di internamento negli anni delle leggi razziali e l'accoglienza che Alberobello riservò agli ospiti della struttura. E proprio nella mattinata di venerdì l'assessore ha accompagnato gli studenti di quinta primaria in visita alla Casa Rossa raccontando la storia di quel periodo.

Il sindaco, Michele Longo, si è soffermato sull'importanza del valore dell'accoglienza proprio a partire dall'esperienza della Casa Rossa: «Noi dobbiamo essere orgogliosi di essere Alberobellesi - ha detto il primo cittadino -. Alberobello ha ottenuto il riconoscimento Unesco proprio per la sua storia di cui i trulli sono il simbolo. Il simbolo delle famiglie che in quegli anni difficili delle leggi razziali hanno fornito un esempio di solidarietà come pochi. I trulli sono il simbolo della capacità che dobbiamo avere di essere accoglienti oggi con i nostri migranti così come lo sono stati i nostri nonni. La storia della Casa Rossa ci insegna che ad Alberobello si decise di rendere agevole l'internamento con un'accoglienza che contravveniva alle leggi razziali. Ad Alberobello non fu torto un capello a nessuno». Il sindaco ha ringraziato Tareke per la sua visita consegnandogli idealmente tutti i giovani studenti alberobellesi e i loro lavori con l'auspicio di un'integrazione che scavalchi ogni barriera di pregiudizio, di differenza razziale o di colore. Nella consapevolezza, come canta Francesco Laera nel suo brano, che «il colore è solo un gioco di posizione».

UFFICIO STAMPA COMUNE DI ALBEROBELLO

Alberobello, lunedì 5 febbraio 2018