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Videosorveglianza, Alberobello si dota di un regolamento

 

Approvato nel Consiglio Comunale del 29 gennaio

Videosorveglianza, Alberobello si dota di un regolamento

Maggioranza e minoranza hanno votato all'unanimità regole conformi a quanto prescritto dal Garante per la protezione dei dati personali

Il Consiglio comunale di ieri, lunedì 29 gennaio, ha approvato all'unanimità, con i voti di tutti i 17 presenti, il regolamento per la disciplina della videosorveglianza in ambito comunale.

Nella seduta, che si è tenuta nella sala consiliare «Gianpiero De Santis», maggioranza e minoranza hanno votato le regole conformi a quanto prescritto dal Garante per la protezione dei dati personali in tema di videosorveglianza.

L'adozione del regolamento è stata resa necessaria «considerato che - si legge nel testo della delibera - il Comune di Alberobello ha installato e ha in programma l'installazione di un sistema di videosorveglianza in alcune parti del territorio comunale e di immobili comunali, volto alla tutela del patrimonio da atti di vandalismo, alla tutela ambientale, alla rilevazione delle condizioni del traffico urbano ed alla prevenzione di specifici reati in ambiti particolarmente sensibili e di competenza della Polizia Municipale (prevenzione e sicurezza)».

Il regolamento rispetta i seguenti principi:

- Principio di liceità: il trattamento dei dati personali da parte di soggetti pubblici è consentito soltanto per lo svolgimento delle funzioni istituzionali ai sensi degli artt. 18-22 del D.Lgs. n. 196/2003 -Codice Privacy.

- Principio di necessità: il sistema di videosorveglianza è configurato per l’utilizzazione al minimo di dati personali e di dati identificativi.

- Principio di proporzionalità: nel commisurare la necessità del sistema di videosorveglianza al grado di rischio concreto, va evitata la rilevazione di dati in aree o attività che non sono soggette a concreti pericoli, o per le quali non ricorra una effettiva esigenza di deterrenza. Gli impianti di videosorveglianza possono essere attivati solo quando altre misure siano ponderatamente valutate insufficienti o inattuabili. Se la loro installazione è finalizzata alla protezione di beni, anche in relazione ad atti di vandalismo, devono risultare parimenti inefficaci altri idonei accorgimenti quali controlli da parte di addetti, sistemi di allarme, misure di protezione degli ingressi, abilitazioni agli ingressi. La proporzionalità va valutata in ogni fase o modalità del trattamento.

- Principio di finalità: gli scopi perseguiti devono essere determinati, espliciti e legittimi (art. 11, comma 1, lett. b del Codice Privacy). Sono pertanto escluse finalità di sicurezza pubblica, prevenzione o accertamento dei reati che possono invece essere disposti dall’Autorità Giudiziaria o disciplinati in Protocolli con la locale Prefettura. E’ consentita la videosorveglianza come misura complementare volta al controllo del territorio e alla protezione degli individui, oltre che a migliorare la sicurezza all’interno o all’esterno di edifici o impianti pubblici ove si svolgono attività della Pubblica Amministrazione.

«La videosorveglianza può e deve essere un sistema di supporto alle attività di prevenzione e di contrasto alla criminalità effettuate dalle forze dell'ordine - ha detto nel suo intervento in Consiglio il sindaco Michele Longo -. Il regolamento deve tutelare anche gli usi impropri e soprattutto il diritto alla riservatezza».

«Il provvedimento è stato condiviso anche dai gruppi di minoranza - ha aggiunto il capogruppo di Alberobello Futura, Piero Carucci -. Avere un regolamento che ci consente di installare tecnologie al servizio della città non può che essere un elemento molto favorevole per i cittadini. Spero che la videosorveglianza possa aiutare a risolvere in buona parte i problemi legati alla sicurezza».

UFFICIO STAMPA COMUNE DI ALBEROBELLO

Alberobello, martedì 30 gennaio 2018